GRUPPI E RELAZIONI:
Aristotele definisce l'essere umano come "un animale politico", perché:
- Vive in relazione in una comunità (la polis).
- Tende spontaneamente a creare aggregazioni sociali.
- Il linguaggio è strumento fondamentale di socialità e comunicazione.
- Che cos'è un gruppo?
Un gruppo è un insieme di persone che, interagiscono tra loro, si influenzano reciprocamente e condividono aspettative e norme comportamentali.Ci sono due tipi di riconoscimento del gruppo:
- Soggettivo: i membri si riconoscono come parte del gruppo ( senso di appartenenza)
- Oggettivo: il gruppo è riconosciuto da osservatori esterni.
Il gruppo è un insieme dinamico, perché è in continuo movimento e trasformazione, e può cambiare nel tempo. Le trasformazioni possono derivare da conflitti, separazioni, nuove aggregazioni…
Il gruppo, funziona da contenitore psichico collettivo, perché favorisce lo sviluppo dell'identità, aiuta a conoscere sé stessi e il mondo, offre sostegno affettivo e permette di rinforzare o modificare le proprie credenze.
- I criteri di classificazione dei gruppi:
Charles Cooley ha proposto una classificazione dei gruppi distinguendoli tra:
- gruppi primari: insiemi di persone che interagiscono direttamente tra loro, per periodi prolungati. Sono fondati su un forte senso di appartenenza e legami affettivi, hanno la funzione di fornire sicurezza e socializzazione.
Es. Famiglia.
- gruppi secondari: caratterizzati da relazioni più indirette e formali, ci si appartiene senza obbligo di
simpatia verso gli altri membri e sono più numerosi rispetto ai gruppi primari. Perseguono obbiettivi precisi e condivisi.
Es. Squadra, classe.
Un altro criterio di classificazione distingue i gruppi tra:
- informali: si creano spontaneamente, quindi non sono organizzati e non hanno obbiettivi specifici.
Es. Compagnia di amici.
- formali: sono strutturati attorno a un obbiettivo, hanno ruoli e compiti definiti e possiedono delle regolo condivise.
Es. équipe di lavoro.
- La psicologia sociale:
La psicologia sociale, studia il comportamento dell'individuo all'interno del gruppo e le interazioni tra gruppi.
L'essere umano è sempre inserito in un contesto relazionale: non può essere compreso isolatamente. Le relazioni sociali influenzano lo sviluppo personale, il ruolo nel gruppo è l'identità.
- Le competenze sociali:
Ogni individuo sviluppa competenze più o meno consolidate. Esse possono essere distinte in:
- competenze comunicative interpersonali: richiedono abilità di ascolto, abilità di comunicazione verbale e abilità di sfruttare la comunicazione non verbale.
- competenze di gestione dei conflitti: la capacità di comprendere le emozioni altrui e avere rispetto.
- competenze decisionali: la capacità di scegliere tra alternative.
- competenze di leadership: la capacità di organizzare e dirigere il gruppo verso obiettivi comuni.
- La percezione sociale:
La percezione sociale è il processo attraverso cui formiamo impressioni sugli altri per poter interagire.
Si basa su interpretazioni soggettive, non sulla realtà oggettiva. Avviene in modo automatico e inconsapevole. La rappresentazione cognitiva è un ponte tra osservatore e osservato.
I fattori che influenzano la percezione sono, aspetti visivi (abbigliamento, espressioni, postura. . .), pregiudizi ( supposizioni, impressioni iniziali. . .) e i nostri modi di pensare influenzano molto ciò che vediamo.
- Il modello algebrico di Anderson:
Secondo il modello algebrico di Norman Anderson, la realtà presenta caratteristiche osservabili direttamente. La percezione è la somma delle caratteristiche osservate.
Es. Se una persona è valutata come simpatica, gentile e puntuale, avremo un giudizio positivo, se invece una persona è valutata in senso negativo, non ci farà una buona impressione.
- Il modello configurazionale di Asch:
Questo modello è basato sugli assiomi principali della Gestalt, ossia "il totale è diverso dalle somme delle singole parti".
La percezione degli altri non è una somma di tratti, ma una configurazione globale. Le informazioni vengono organizzate attorno a un nucleo unificante di significato. Un tratto può essere interpretato diversamente a seconda del contesto e della persona osservata.
L'effetto primacy (prima impressione) sono le prime informazioni ricevute, che influenzano fortemente la valutazione complessiva. Le impressioni successive vengono interpretate alla luce di quelle iniziali. L'effetto primacy, quindi è la tendenza a dare più peso alla prima impressione.
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