SKINNER E IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE:
- Skinner e il condizionamento operante:
Egli progettò una Skinner Box, gabbia con una leva che, se premuta rilasciava cibo, era collegata a sensori che registravano la frequenza delle risposte.
Permetteva esperimenti ripetibili senza reimpostare ogni volta le condizioni iniziali.
Inizialmente l’animale si muoveva in modo casuale, fino a quando non premeva la leva e otteneva il cibo, con il tempo l’azione non diventa più casuale, ma intenzionale.
Nel condizionamento operante, il soggetto è attivo, apprende perché una sua azione ha un effetto sull’ ambiente.
Diversamente nel condizionamento classico l’apprendimento è passivo e basato sull’associazione tra stimoli.
I diversi tipi di rinforzo sono il rinforzo positivo e quello negativo.
Rinforzo positivo è l’aggiunta di uno stimolo piacevole (es. cibo) aumenta la probabilità che un comportamento venga ripetuto.
Rinforzo negativo è la rimozione di uno stimolo spiacevole (es. rumore, caldo) rafforza il comportamento che lo elimina.
La punizione invece, introduce uno stimolo spiacevole dopo un comportamento.
Riduce la probabilità che quel comportamento venga ripetuto.
Secondo Skinner, è poco efficace: può generare evitamento più che apprendimento.
Esistono due tipi di rinforzi:
- Continuo: ogni risposta è seguita da un rinforzo l’apprendimento è più veloce, ma meno duraturo.
- Parziale: ovvero intermittente, l’apprendimento è più lento, ma più duraturo.
Skinner si interessò anche un'altra questione fondamentale: è possibile indurre nel soggetto un comportamento che non si verifica mai spontaneamente?
Commenti
Posta un commento