LA MOTIVAZIONE:
La motivazione è l’insieme delle spinte consapevoli o inconsapevoli, che orientano le nostre azioni. Può essere primaria (legata ai bisogni fisiologici) o secondaria (legata a valori e obiettivi personali e sociali).
- Intrinseche: nascono da una spinta interna e portano a un comportamento per soddisfazione personale.
- Estrinseche: dipendono da stimoli o ricompense esterne e spesso funzionano come forme di condizionamento.
- Maslow e la piramide dei bisogni fondamentali:
Maslow considera bisogni e motivazioni come la stessa cosa e li organizza in una piramide gerarchica, dal più fondamentale al più complesso.
- Bisogni fisiologici: sono i bisogni primari, presenti fin dalla nascita, necessari per la sopravvivenza. es. Mangiare, bere, igiene...
- Bisogni di sicurezza: es. Sicurezza, protezione, tranquillità...
- Bisogni di appartenenza e attaccamento:
necessità umana di sentirsi parte di un gruppo sociale. es. Affetto, amore...
- Bisogni di stima: essere riconosciuti, apprezzati, ottenere prestigio e successo.
- Bisogni di autorealizzazione: crescita personale, creatività, moralità, pieno sviluppo delle proprie potenzialità.
Secondo Maslow, ogni livello deve essere almeno in parte soddisfatto perché emerga il successivo.
- La teoria pulsionale di Freud:
La pulsione è un’energia interna legata a bisogni naturali che genera eccitazione psichica e guida il comportamento, spesso in modo inconsapevole.
Secondo Freud, esistono due pulsioni fondamentali:
- Pulsione di vita: spinge verso la felicità, il piacere e la soddisfazione dei desideri.
- Pulsione di morte: agisce in senso opposto, portando al fallimento e alla rinuncia del piacere.
Ogni pulsione ha:
- un’origine: tra corpo e psiche (bisogno + desiderio)
- una meta: (scaricare la tensione)
- un oggetto: (mezzo per soddisfarla)
Freud distingue la pulsione sessuale dagli altri bisogni perché non può essere soddisfatta subito: l’essere umano la controlla grazie alle proprie capacità cognitive e alle norme sociali.
La civiltà nasce proprio da questa capacità di rinviare o bloccare l’appagamento delle pulsioni.
Quando una pulsione non raggiunge la sua meta possono verificarsi due esiti:
- Disturbo psichico: la tensione rimane alta e genera malessere.
- Sublimazione: l’energia pulsionale viene trasformata in attività socialmente accettate, come arte o cultura.
Il modello motivazionale di Atkinson sostiene che quando affrontiamo un compito siamo guidati da due spinte opposte:
- Tendenza alla riuscita
- Tendenza a evitare l’insuccesso
Il modello di Atkinson evidenzia che la motivazione al successo dipende da due fattori principali:
- la fiducia nelle proprie capacità
- il valore attribuito all’obiettivo
Inoltre, le emozioni vissute durante il compito influenzano direttamente la motivazione: emozioni positive possono rafforzarla, mentre emozioni negative possono indebolirla.
Questo legame tra emozione e motivazione è cruciale per capire come affrontiamo le sfide e quanto siamo determinati a superarle.
Chi ha una forte motivazione alla riuscita tende a scegliere compiti di difficoltà media, perché permettono davvero di mettere alla prova le proprie capacità senza essere né banali né impossibili.
Compiti troppo difficili generano fallimenti, senso di colpa e calo delle aspettative future, mentre compiti troppo facili risultano noiosi e ripetitivi, portando alla perdita di interesse.
La condizione migliore si ha quando la persona riesce a gestire le emozioni legate alla sfida e a usarle per trovare strategie efficaci.
L’equilibrio ideale nasce da una buona corrispondenza tra tendenza al successo e obiettivi leggermente più impegnativi della media, che stimolano crescita e motivazione.
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