NORMALITÀ E FOLLIA:

Il DSM rischia di considerare patologici molti comportamenti comuni nella vita quotidiana.
Questo può potrare a etichettare persone che stanno vivendo solo momenti difficili, peggiorando la loro
vita sociale.
Anche chi è normale può avere ansia, tristezza o paure specifiche senza essere malato.
Normalità non significa "assenza totale di sintomi", perché tutti possono avere qualche difficoltà. 
La normalità è difficile da definire e dipende anche dalla cultura.
Nella nostra cultura una persona considerata normale controllla abbastanza bene i propri impulsi, sa amare e accettare amore, riesce a lavorare e inserirsi nella società,  fa proggetti realistici, può essere felice quando la vita lo permette.
Questa definizione non è rigida e assoluta, ma da un idea generale  di che cos'è essere normali.

- Storia della follia:
Nell'antichità si pensava che la malattia mentale dipendesse da un disequilibrio dei quattro umori del corpo ( teoria di Ippocrate).
Quando gli umori erano in equilibrio, la persona era sana, quando erano squilibrati, compariva la malattia.
Ogni umore era collegato a un organo e a un carattere:
- Bile nera (milza): carattere malinconico, è una persona triste, debole, pallida.
- Bile gialla (fegato): carattere collerico, è una persona irritabile, orgogliosa, impulsiva.
- Flegma (testa): carattere flemmatico, è una persona calma, lenta, pigra.
- Sangue (cuore): carattere sanguigno, è una persona allegra, socievole, amante del cibo e dell'amicizia.
Queste idee antiche hanno lasciato tracce nel nostro modo di parlare, come ad esempio " gialla dalla rabbia", derivano proprio da questa teoria.
- La malattia mentale dal Medioevo all'età moderna: 

La follia era considerata possessione da spirti maligni. I folli venivano isolati, esclusi dai luoghi sacri e trattati come criminali.
Esistevano le "navi dei folli", che erano barche piene di persone considerate malate, lasciate alla deriva.
Molte donne con disturbi mentali venivano accusate di stregoneria, torturate dall'Inquisizione e spesso bruciate.
- Follia e psichiatria: 
Dal XVII-XVIII secolo,  in Francia e Inghilterra nascono i primi luoghi di ricovero, ma i trattamenti
erano crudeli ( catene, gabbie, isolamento).
Alla fine del Settecento, Philippe Pinel propone di liberare i malati dalle catene e di osservarli con metodo scientifico. 
Con Pinel e Esquirol nasce la psichiatria moderna, la follia diventa un problema medico, non religioso.
Nel 1883, Kraepelin pubblica il primo grande trattato di psichiatria. Descrive i disturbi che oggi conosciamo, come schizzofrenia e mania depressiva.

Successivamente Freud introdusse la differenza fra nevrosi e psicosi.
La nevrosi è un disturbo mentale senza causa organica, nasce da conflitti interni, ma mantiene il contatto con la realtà. 
 La mentali è il disturbo più grave, la persona perde il contatto con la realtà e non controlla più i propri processi mentali.
Già nell'Ottocento si scopre che alcune  malattie mentali hanno cause biologiche. 
Pasteur dimostra che la rabbia è causata da un virus e può essere prevenuta con un vaccino.
Oggi la farmacologia ha sviluppato farmaci che aiutano a controllare molti sintomi.

- L'antipsichiatria:
Movimento che critica la psichiatria tradizionale. Sostiene che la follia dipende soprattutto da ambiente e società, non da geni o biologia.
Critica il modo in cui le persone vengono etichettate e trattate come "malate" e contesta alcune pratiche psichiatriche considerate oppressive, come ad esempio:
- Metodi terapeutici violenti: tecniche come lobotomia ed elettroshock, che annullavano la volontà del paziente. Erano considerate cure, ma in realtà causavano danni enormi.
- L'uso politico della dianiosi psichiatrica: In alcuni regimi dittatoriali la diagnosi di"malattia mentale" veniva usata per zittire oppositori o persone con idee indipendenti.
Bastava un'etichetta per essere rinchiusi.
- Il manicomio: Gli ospedali  psichiatrici spesso non curavano, ma aggravavano la sofferenza.
Persone semplicemente "diverse" finivano recluse per anni senza possibilità di difenderesi.
- La classificazione del DSM: Il DSM definisce cosa è "non normale" e facendo così da al potere la possibilità di intervenire nella vita delle persone.
Un esesmpio è l'omosessualita che prima era vista come una malattia.
Nonopstante le posizioni radicali, molte idee dell'antipsichiatria sono state integrate nella psichiatria moderna.
Oggi si considera la malattia mentale come il risultato di fattori genetici, culturali, inconsci e legati allo stress, non solo biologici.












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